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Emozioni da New York

Usciamo dall’albergo prestissimo, le vie sono gia’ tutte chiuse, il traffico frenetico ha lasciato il posto alla tranquillita’ surreale che si e’ impadronita della città.

Uno spettacolare scorcio, in questa calma insolita attrae la mi attenzione.

Pronti e carichi andiamo con la subway fino a Bay Ridge, all’estremita’ di brooklyn. Il tentativo e’ quello di godere della vista della fiumana di atleti in arrivo dal ponte di Verazzano.

Gia’ in metropolitana si capisce che non e’ un giorno qualsiasi, incontriamo atleti americani che si dirigono verso il traghetto che li portera’ alla partenza.

Troviamo anche i primi tifosi muniti di cartelli di incitamento e bandiere. Io e Beppe ci guardiamo e pensiamo che avremmo voluto anche noi dei cartelli per urlare frasi di incoraggiamento ai nostri compagni.

Chiediamo a loro quale possa essere il miglior punto per vedere la partenza e tra inglese, italiano e spagnolo arriviamo a capirci!

Arrivati a Bay Ridge si percepisce immediatamente l’altra faccia di New York, quella di Brooklyn quella delle serie tv tipo i Robinson. Si nota subito un gran spiegamento di forze dell’ordine ed un’organizzazione su grande scala che lascia a bocca aperta. Mentre ci avviamo verso il ponte di Verazzano l’emozione comincia a farsi sentire, le strade sono chiuse, la gente si aggira con aria di festa, ad ogni incrocio c’e’ un blocco del NYPD, le loro uniformi e mezzi spettacolari aumentano la solennità del momento.

Si percepisce subito un clima particolare difficile da descrivere ma che ci invade, ci guardiamo… eh si’ il pensiero e’ lo stesso “mi sto emozionando”.

Quando ci si apre la vista sulle innumerevoli strade che si snocciolano, intrecciano ed accavallano, sullo sfondo il ponte di Verazzano, l’emozione non si trattiene più’. Mi viene quasi da piangere ed un brivido mi percorre la schiena.

Sopra le nostre teste girano parecchi elicotteri della polizia, il loro rumore assordante contribuisce ad accentuare l’emozione. Si abbassano vicino ai cavi del ponte, da casa ci arrivano notizie la maratona e’ partita, ecco sono la’ li vediamo, stanno arrivando. Prima passano le donne poi gli uomini anticipati da polizia, televisione, auto. Gli elicotteri sono proprio sopra di noi.

Da casa ci dicono che sono partiti anche i primi amatori. E’ vero le strade intorno al ponte di Verazzano si stanno riempiendo.

Mi ritrovo al centro della strada, tra due vie percorse da maratoneti che mi arrivano da ogni parte. Sono con quattro polizziotti, anche loro in evidente entusiasmo. Uno di loro scatta foto, l’altro incita gli atleti.

Una banda di tamburi comincia a suonare un ritmo coinvolgente, la gente urla, ride, batte le mani… l’emozione a questo punto non e’ quantificabile. Guardo verso Verazzano tutte le strade sono piene, strapiene di corridori. Davanti a me un cartello luminoso “NYC MARATHON THIS SUN BRIDGE COSED 7A 3P”  oh my God sono a New York e sto guardando la partenza della maratona, devo condividere l’entusiasmo mi metto a parlare con un poliziotto e capisco che anche lui e’ in evidente commozione. Si’ questo e’ uno spettacolo unico, magico travolgente… ci diciamo.

La fiumana non si ferma sono tantissimi, guardiamo l’app della maratona anche i nostri sono partiti! Sono anche loro li’ in mezzo… brividi!

Da casa vogliono le foto, stanno guardando la tv. La loro partecipazione aumenta la voglia di condivisione del momento unico che ci troviamo a vivere come spettatori. Il primo pensiero e’ ai compagni 7Laghi Runners che stanno vivendo in prima persona queste fortissime emozioni.

Cerchiamo di attuare il nostro piano a tappe per vedere la gara ed nostri amici più’ da vicino in diversi punti del percorso. Ci dirigiamo verso la 60th strada, e’ un viale di quattro corsie la gente si e’ già accalcata ai bordi, sta incitando i corridori, che riempiono completamente l via. Le band ad ogni angolo hanno già iniziato a suonare con volumi assordanti. Il clima e’ quello di una grande festa. Quello che si percepisce e’ che tutta la popolazione e’ coinvolta nella manifestazione e la vive in prima persona.

Riprendiamo la metro, vogliamo andare a Greenpoint Av. prima del ponte di Pulaski per incitare i 7 laghi prima dell’unico pezzo di percorso dove sentiranno solo il silenzio ed il rumore dei loro passi.

Diamo uno sguardo veloce all’app, Stefano e’ quasi in quel punto Marco a circa tre miglia da li’ …. proviamo, ci diciamo, magari arriviamo in tempo almeno per vedere Marco. Dopo poche stazioni della metro, capiamo che ci risulta impossibile arrivare in quel punto per tempo, i treni sono strapieni, c’e’ davvero tantissima gente che si sta sparpagliando lungo il percorso ed utilizza la metropolitana per spostarsi. Decidiamo, quindi, di andare direttamente a Central Park e di goderci l’ultimo miglio di gara.

Ci arriviamo dalla 5th strada, c’e’ davvero tanta gente. A fatica cerchiamo un punto che ci soddisfi per tenere sott’occhio il passaggio di ogni atleta sette laghi runners.

Un fiume in piena di atleti continua a scorrere ininterrottamente davanti a Central Park per ore ed ore.

Controlliamo assiduamente ed in modo maniacale l’app. Ma non siamo i soli, di fianco a noi tutti sono in impaziente attesa di amici e familiari e verificano in tempo reale quando i propri cari stanno per transitare davanti a loro.

Poco distante da noi un gruppo di americani ha continuato per più’ di un’ora ad urlare al passaggio di ogni atleta incitamenti … Go Janet! You get it! Come on!

Ci facciamo travolgere della situazione. Anche noi, con le nostre due campane, cominciamo ad urlare a squarciagola muovendole in alto, come due forsennati, gridando il nome scritto sulla maglia dell’atleta che ci passa davanti o, con spirito nazionalista, sbraitando ITALIA GO ITALIA! Quando vediamo un tricolore arrivare.

Ad uno ad uno i nostri compagni ci passano davanti, dando piena soddisfazione alla nostra attesa. Nonostante le nostre urla che fanno sorridere i vicini di transenna, non tutti gli atleti 7 laghi runners si accorgono di noi, la fatica ha preso il sopravvento. Quelli che tra loro ci hanno sentito, pero’, ci hanno regalato dei fantastici sorrisi dai quali traspariva una profonda soddisfazione e grande felicita’.

Per un americano partecipare alla maratona di New York rappresenta motivo di grande orgoglio e rispetto. così come loro, vogliamo dirvi…

WE’RE PROUD OF ALL OF YOU!!!